Condilomi

Cos'è?

Le infezioni causate da papilloma virus (HPV) sono le più frequenti tra le infezioni sessualmente trasmesse. Nel 2018 si sono stimate nel mondo circa 50 milioni di persone con infezione da HPV, la maggior parte delle quali a carico di giovani al di sotto dei 25 anni.  Ci sono differenti tipi di virus HPV (sierotipi): alcuni tipi sono responsabili dei papillomi, mentre altri tipi sono capaci di portare allo sviluppo di tumori maligni.

Le verruche cutanee che solitamente interessano le mani ed i piedi sono causate sempre dal papilloma virus umano, ma da ceppi diversi che non sono in grado di attecchire sulle mucose.

Come si trasmette?

Il virus si trasmette attraverso il contatto tra mucose con qualche partner che ha questo virus sulla propria mucosa. Più frequentemente si trasmette in corso di rapporto penetrativo (vaginale e/o anale), a maggior ragione se non protetto dal condom.

La trasmissione può avvenire anche in assenza di segni o sintomi tipici per HPV dal momento che, talora, i segni dell'infezione da HPV si possono rendere evidenti anche 6-24 mesi dopo essere entrati in contatto con tale infezione.

Dal momento dell'infezione, l'individuo solitamente manifesta i segni nel giro di qualche mese (3-6 mesi). Esistono tuttavia casi in cui le lesioni sono comparse a distanza anche di 2 anni dal contagio. Le complicanze dell'infezione da HPV (sviluppo di tumori maligni a carico della mucosa infetta)  compaiono a distanza di anni rispetto al momento di acquisizione dell'infezione.

L'infezione da HPV NON può essere contratta attraverso gli abbracci, la condivisione di asciugamani e lenzuola, la condivisione della stanza da bagno o la frequentazione di piscine.

Quali sono i sintomi?

Nella maggior parte dei casi, il virus HPV una volta a contatto con le mucose viene eliminato spontaneamente per risposta del sistema immunitario senza causare alcun problema. Tuttavia, in una percentuale variabile di individui, dopo qualche mese (solitamente 3-6 mesi) possono comparire delle lesioni, dette condilomi che compaiono nel sito di acquisizione dell'infezione da HPV. Tali lesioni, talora, in un arco spesso molto lungo di tempo (anni) possono evolvere in tumori maligni.

Esistono oltre 100 tipi di HPV conosciuti. Alcuni tipi causano le comuni verruche cutanee, altri provocano tipi diversi di infezioni genitali:

  • Verruche genitali esterne (facilmente visibili): queste verruche sono causate da certi tipi di HPV, soprattutto dai tipi 6 e 11. Esse sono facilmente visibili ad occhio nudo; tipicamente si presentano come escrescenze ruvide e rilevate, singole o in gruppi. Possono essere asintomatiche oppure dare prurito e gonfiore. Malgrado siano piuttosto sgradevoli e fastidiose (quando sintomatiche), le verruche genitali sono generalmente innocue, pertanto non nascondono alcun disturbo extra-dermatologico.

  • Verruche genitali interne (condilomi): altri tipi di HPV, soprattutto i tipi 16 e 18, colpiscono l’area genitale maschile e femminile e/o la regione ano-rettale (più raramente a livello della gola), ma non causano verruche facilmente visibili. Tipicamente, si tratta di verruche piatte, visibili solo con uno strumento di ingrandimento chiamato colposcopio (se presenti a livello vaginale) o anoscopio (se presenti in regione ano-rettale). Di norma, queste verruche meno visibili sono asintomatiche, tuttavia i tipi di HPV che le causano aumentano il rischio di sviluppare cancro della cervice uterina, della vagina, della vulva, del pene, dell’ano e della gola. Di conseguenza, queste verruche devono essere trattate. Dal momento dell'infezione da HPV alla comparsa del tumore passano generalmente anni o decadi. La presenza di un'alterazione del sistema immunitario (più spesso l'infezione da HIV) rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di neoplasie maligne HPV-correlate in quanto, il deperimento del sistema immunitario HIV-relato impatta sull'efficienza di "combattere" efficacemente il virus HPV.

Diagnosi e trattamento

Per le verruche genitali esterne, la valutazione medica è nella maggior parte dei casi sufficiente per porre diagnosi.

Generalmente infatti, le verruche genitali esterne possono essere diagnosticate in base al loro aspetto. Quelle che hanno un aspetto atipico, che sanguinano, si aprono (ulcere aperte) o che persistono dopo il trattamento, devono essere rimosse chirurgicamente ed esaminate al microscopio per verificare l'eventuale presenza di evoluzione neoplastica maligna (biopsia).

Per le verruche genitali interne, è necessaria la visualizzazione delle lesioni tramite la colposcopia o l'anoscopia.

Per verificare la presenza di verruche interne, meno visibili, sulla cervice uterina si esegue la colposcopia (utilizzo di uno strumento d’ingrandimento binoculare per esaminare il collo dell’utero). L’anoscopia (utilizzo di un piccolo strumento cilindrico per esaminare l’interno dell’ano) si esegue per verificare la presenza di verruche nell’ano. Una colorazione può essere applicata sull’area per identificarle più facilmente.

Il campione prelevato dalla verruca viene esaminato con alcuni test, come la tecnica di reazione a catena della polimerasi (PCR). Questo test produce molte copie di un gene e può consentire ai medici di identificare lo specifico materiale genetico (DNA) dell’HPV. Le analisi aiutano a confermare la diagnosi e a permettere ai medici di identificare il tipo di HPV.

Se il sistema immunitario non è compromesso, spesso è in grado di controllare l’HPV e di eliminare le verruche e il virus, anche senza trattamento. L’infezione da HPV scompare dopo otto mesi nel 50% dei soggetti colpiti e dopo oltre due anni in circa il 10%. Se il sistema immunitario dei soggetti affetti da verruche genitali è deficitario, il trattamento è necessario e le verruche spesso recidivano.

 

Nessuna forma di terapia per le verruche esterne è pienamente soddisfacente e alcuni trattamenti sono fastidiosi e lasciano cicatrici. Le verruche genitali esterne possono essere rimosse con raggi laser o corrente elettrica (elettrocauterizzazione), oppure con il congelamento (crioterapia) o l’intervento chirurgico. Viene utilizzato un anestetico locale o generale, in rapporto al numero e alle dimensioni delle verruche da rimuovere.

 

In alternativa, si possono applicare direttamente sulle verruche la podofillotossina, l’imiquimod, l’acido tricloroacetico o le sinecatechine (una pomata prodotta con estratti del tè verde). Questo approccio tuttavia richiede molte applicazioni per settimane o mesi, può causare ustioni della cute circostante e spesso non è efficace. Dopo il trattamento, l’area può risultare dolorosa. Le creme a base di imiquimod provocano meno bruciore, ma risultano meno efficaci. Le verruche possono recidivare dopo un trattamento apparentemente efficace.

 

In caso di verruche nell’uretra, una sonda a fibre ottiche (endoscopio) dotata di accessori chirurgici può essere la modalità più efficace per rimuoverle; tuttavia, questa procedura richiede l’anestesia generale. Anche i medicinali, come il tiotepa da inserire nell’uretra o il farmaco chemioterapico 5-fluorouracile da iniettare nella verruca, spesso risultano efficaci.

Prevenzione

Solitamente, l’esecuzione di esami in persone che non presentano sintomi (screening) non è consigliata.

Un’eccezione è rappresentata dalle donne di età compresa tra 30 e 65 anni, che devono essere sottoposte a screening quando viene eseguito un test di Papanicolaou (Pap test). Se viene rilevato l’HPV, si esegue una colposcopia. Spesso si preleva un campione di tessuto per l’esame al microscopio (biopsia).

Per la prevenzione delle infezioni da HPV esiste il vaccino, che è sicuro ed efficace. Esso protegge dall'insorgenza di tutte le malattie associate all'HPV, compreso il cancro.

Per la vaccinazione contro l’HPV esistono tre vaccini (in ordine cronologico):

  • Vaccino bivalente
  • Vaccino quadrivalente

  • Vaccino nonavalente

 

Tutti e tre i vaccini sono protettivi contro i due tipi di HPV (tipi 16 e 18) che causano circa il 70% dei tumori del collo dell’utero. Il vaccino quadrivalente include la protezione dai due tipi di HPV (tipi 6 e 11) che causano oltre il 90% delle verruche genitali e il vaccino nonavalente aggiunge la protezione da altri 5 tipi di HPV (tipi 31, 33, 45, 52 e 58) che causano circa il 15% dei tumori della cervice uterina.

 

Il vaccino nonavalente e il vaccino quadrivalente sono consigliati per tutte le persone di età compresa tra 9 e 26 anni che non sono state vaccinate in precedenza. Gli adulti di età compresa tra 27 e 45 anni possono trarre beneficio dal vaccino nonavalente e devono discutere con il proprio medico riguardo all’eventuale vaccinazione. Il vaccino bivalente è raccomandato solo per le ragazze e le donne, non per i ragazzi e gli uomini.

 

I vaccini vengono somministrati per iniezione intramuscolare, solitamente nel braccio, e preferibilmente all’età di 11 o 12 anni, ma si può iniziare già all’età di 9 anni. I ragazzi di età inferiore a 15 anni ricevono due dosi, le persone di età superiore ricevono tre dosi.

 

L’uso costante e corretto del preservativo può ridurre il rischio di infezione da HPV e dei disturbi correlati all’HPV, come le verruche genitali e i tumori della cervice uterina. Il preservativo tuttavia non elimina completamente il rischio dal momento che le aree di mucosa interessate dall'HPV possono interessare porzioni non coperte dal preservativo.